Non per profitto

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NON PER PROFITTO

PERCHE’ LE DEMOCRAZIE HANNO BISOGNO DELLA CULTURA UMANISTICA

di Martha C. Nussbaum

Per l’edizione speciale del Complexity Literacy Meeting dedicato a Politica & Economia, Marinella De Simone – Presidente del Complexity Institute – ha presentato come Lettrice il Libro:

Non per profitto

Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica

pubblicato nel 2011 per Il Mulino

Titolo originale: NOT FOR PROFIT. WHY DEMOCRACY NEEDS THE HUMANITIES

Edizione originale: 2010

Non per profitto

 

CHI E’ L’AUTRICE:

Martha Nussbaum, nata Martha Craven (New York, 6 maggio 1947), è una filosofa e accademica statunitense, studiosa di filosofia greca e romana, filosofia analitica, filosofia politica, etica, femminismo e diritti degli animali.

Ha precedentemente insegnato all’Università di Harvard e alla Brown University, dove ha ottenuto il titolo di professoressa universitaria.[1] Dal 2006 è membro onorario dell’International Institute of Social Studies all’Aia (Paesi Bassi).[2] Attualmente ricopre il ruolo di Ernst Freund Distinguished Service Professor di Diritto ed Etica presso l’Università di Chicago, cattedra che include impieghi al Philosophy Department, alla Law School e alla Divinity School. Tiene inoltre corsi sugli studi classici e sulle scienze politiche, è membro del “Committee on Southern Asian Studies” e del consiglio direttivo del “Human Rights Program”. (da Wikipedia)

Per sapere cosa sono i Complexity Literacy Meeting: CLICCA QUI!


Breve descrizione dei contenuti del Libro (dalla bandella laterale):

Assistiamo oggi a una crisi strisciante, di enormi proporzioni e di portata globale, tanto più inosservata quanto più dannosa per il futuro della democrazia: la crisi dell’istruzione. Sedotti dall’imperativo della crescita economica e dalle logiche contabili a breve termine, molti paesi infliggono pesanti tagli agli studi umanistici ed artistici a favore di abilità tecniche e conoscenze pratico-scientifiche. E così, mentre il mondo si fa più grande e complesso, gli strumenti per capirlo si fanno più poveri e rudimentali; mentre l’innovazione chiede intelligenze flessibili, aperte e creative, l’istruzione si ripiega su poche nozioni stereotipate. Non si tratta di difendere una presunta superiorità della cultura classica su quella scientifica, bensì di mantenere l’accesso a quella conoscenza che nutre la libertà di pensiero e di parola, l’autonomia del giudizio, la forza dell’immaginazione come altrettante precondizioni per una umanità matura e responsabile.


Ecco perché Marinella De Simone consiglia questo libro:

Il libro apre con due citazioni, una di Tagore del 1917 e l’altra di Dewey del 1915. Sono passati poco più di 100 anni da quando questi due grandi pensatori hanno modificato radicalmente il modo di intendere l’educazione dei giovani nei loro rispettivi paesi di origine, India e Stati Uniti, due paesi allora estremamente lontani sia culturalmente che economicamente.

Cosa è cambiato da allora ad oggi? Tantissimo, sia dal punto di vista storico che culturale. Eppure, i temi sollevati da Tagore e Dewey sono ancora simili a quelli che stiamo affrontando oggi: la limitatezza di orizzonte dell’uomo d’affari e la rinuncia alla ricerca di un’etica che renda l’uomo più completo è alimentata dalla scienza, la quale, anziché allargare l’orizzonte limitato del mondo for profit, lo alimenta ulteriormente, allontanando sempre più l’uomo dalla propria crescita etica e spirituale. La tecnologia è diventata il braccio operativo della ricerca scientifica determinandone gli ambiti applicativi e collegandola direttamente al mondo del business. L’educazione è asservita a fornire giovani che possano inserirsi al meglio in questo circuito produttivo, ma che, appena potranno essere sostituiti più economicamente dalle macchine, verranno espulsi dal processo.

Le predizioni di 100 anni fa si sono realizzate pienamente. Allora perché consigliare la lettura di questo libro?

Per portare all’attenzione delle persone la necessità di mettere in discussione quanto viene dato ormai per scontato, ovvero che tutto vada fatto per ‘utilità’. L’inutile diviene superfluo e, in aria di crisi, immediatamente eliminato. E l’educazione umanistica è, molto spesso, considerata superflua.

Il discorso della Nussbaum è incentrato sulla comprensione del ruolo dell’educazione nella società contemporanea – con particolare riguardo agli Stati Uniti e all’India – spostando l’attenzione sull’importanza della preparazione dei giovani a divenire cittadini in grado di partecipare attivamente alla vita democratica del proprio paese, rendendo tali democrazie sostanziali.

La tesi principale della Nussbaum è che “le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica” e non solo di competenze tecniche.

Perché è così importante la cultura umanistica nelle scuole di oggi? Perché, secondo la Nussbaum, aiuta ad aprire le menti dei giovani al pensiero critico e al dialogo, approfondisce lo sviluppo dell’empatia e della comprensione dell’altro, consente di conoscere ciò che è lontano dal vivere quotidiano e dal soddisfacimento immediato dei bisogni individuali, spinge ad alzare lo sguardo dal proprio sé e dagli obiettivi di breve termine.

Il tono che la Nussbaum usa è ‘allarmistico’: il primo capitolo si apre con il titolo “La crisi silenziosa” e con queste parole: “Ci troviamo nel bel mezzo di una crisi di proporzioni inedite e di portata globale (…), crisi destinata ad essere, in prospettiva, ben più dannosa per il futuro delle democrazie (della crisi del 2008): la crisi mondiale dell’istruzione”.

Questo allarmismo può dare fastidio a molti, che possono trovare eccessivo il tono usato. Ma aiuta anche a fermarsi e riflettere su ciò che stiamo ponendo come basi per il futuro dei nostri paesi e dei nostri figli che li abiteranno: l’educazione e la scuola.


SCARICA LA SCHEDA DEL LIBRO “NON PER PROFITTO”

Per approfondimenti:

Guarda il libro online

Leggi la recensione del libro su Repubblica.it: “Martha Nussbaum” di Maurizio Ferraris

Guarda il video di Martha Nussbaum: “Lecture: Not for Profit. Why Legal Education Needs the Humanities”

 


per informazioni:
complex.institute@gmail.com
franciscovarelaproject@gmail.com

Cell. +39-327-3523432

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